🎓 Colombia

Come funziona la scuola, i metodi didattici, i risultati, i confronti internazionali e cosa l'Italia potrebbe prenderne a esempio.

Il sistema scolastico

Il sistema educativo colombiano è disciplinato dalla Ley 115 del 1994 (Ley General de Educación) e si articola in cinque grandi tappe: educazione iniziale (per la prima infanzia), educazione prescolare, educazione básica, educazione media ed educazione superiore. La struttura è concepita come un percorso continuo che, nella sua parte obbligatoria, copre circa undici anni di scolarizzazione.

La educación básica dura nove anni ed è divisa in due cicli: la básica primaria (cinque gradi, dal 1° al 5°, rivolta ai bambini di circa 6-10 anni) e la básica secundaria (quattro gradi, dal 6° al 9°, per i ragazzi di circa 11-14 anni). Segue la educación media (gradi 10° e 11°), che si conclude con il titolo di bachiller. La primaria colombiana è dunque relativamente breve rispetto ai sei anni della primaria italiana: già dai 11 anni gli studenti entrano nella secondaria di base.

La legge fissa come obbligatorio almeno un anno di prescolare più i nove anni di básica. Alla scuola pubblica lo Stato garantisce la gratuidad nell'istruzione ufficiale (preescolar, básica e media), condivisa fra Nazione ed enti territoriali. La responsabilità della qualità è ripartita fra Stato, società e famiglia, secondo un principio esplicito della Ley 115.

La gestione del sistema è fortemente decentrata: il Ministerio de Educación Nacional (MEN) definisce politiche, standard e valutazioni nazionali, mentre le secretarías de educación dipartimentali e municipali (soprattutto quelle "certificate") gestiscono l'organizzazione territoriale, l'assunzione dei docenti e le risorse. Le singole istituzioni educative godono di autonomia nel Proyecto Educativo Institucional (PEI) e nell'adattamento dei piani di studio.

Sul fronte della formazione degli insegnanti la Colombia mantiene una figura peculiare, le Escuelas Normales Superiores: istituzioni abilitate a formare maestri per l'educazione iniziale, prescolare e primaria attraverso un Programa de Formación Complementaria post-diploma. Secondo dati riferiti dal MEN, circa il 6% dei docenti del Paese (poco meno di 20.000) proviene da queste scuole normali, e la gran parte di essi (intorno al 69%) lavora in aree rurali; la maggioranza delle 137 normali si trova in comuni con meno di 100.000 abitanti. Accanto a questa via esistono le lauree universitarie in licenciatura. Il corpo docente è regolato da due statuti diversi (il vecchio Decreto 2277 del 1979 e il nuovo Decreto 1278 del 2002), differenza che genera dibattito su carriera e retribuzioni.

I metodi didattici prevalenti

La Colombia è nota a livello internazionale soprattutto per un'innovazione pedagogica nata al suo interno: la Escuela Nueva. Sviluppata a partire dal 1975 da Vicky Colbert insieme a Beryl Levinger e Óscar Mogollón, nasce per portare una primaria di qualità nelle escuelas multigrado rurali, dove uno o due maestri seguono contemporaneamente tutti i gradi della primaria.

Il modello ribalta la lezione frontale: al centro c'è l'apprendimento attivo, cooperativo e a ritmo dello studente. Gli alunni lavorano in piccoli gruppi con guías de aprendizaje (schede-guida autoistruttive) che permettono a bambini di età e livelli diversi di procedere ciascuno secondo il proprio passo, mentre l'insegnante assume il ruolo di facilitatore. Elementi caratteristici sono il gobierno estudiantil (una forma di autogoverno della classe che educa alla partecipazione democratica), i rincones de aprendizaje e il forte legame con la comunità locale. Come sintetizza la stessa Colbert, l'idea è che "la conoscenza si costruisce in gruppo, dialogando".

Nelle scuole urbane il modello ha ispirato varianti come la Escuela Activa Urbana. Parallelamente, il sistema pubblico ordinario resta più tradizionale e centrato sul programma, con un impulso recente verso la Jornada Única (giornata scolastica unica a tempo pieno), politica sostenuta dal MEN per aumentare le ore di lezione, che però convive ancora con molte scuole a doppio turno (mattina/pomeriggio) per carenza di aule.

Risultati ed evidenze

Il quadro dei risultati è chiaroscurale. Nelle prove PISA 2022 dell'OCSE, gli studenti quindicenni colombiani hanno ottenuto:

AmbitoColombiaMedia OCSE
Matematica383472
Lettura409476
Scienze411485

Si tratta di punteggi nettamente inferiori alla media OCSE. Solo il 29% degli studenti raggiunge almeno il Livello 2 (soglia di competenza di base) in matematica, contro il 69% della media OCSE; in lettura la quota è del 49% (media OCSE 74%). All'estremo opposto, i "top performer" sono quasi assenti: praticamente nessuno raggiunge i livelli 5-6 in matematica (media OCSE 9%) e solo l'1% arriva al livello 5 o superiore in lettura. I risultati 2022 sono risultati sostanzialmente stabili rispetto al 2018, in linea con una notevole stabilità dei punteggi colombiani dal 2009 in poi.

Il tema dell'equità è centrale. La copertura e la qualità variano fortemente tra città e campagna: fonti giornalistiche basate su dati DANE indicano una copertura educativa intorno all'82% nelle aree urbane contro appena il 53% circa in quelle rurali, con tassi di non frequenza e abbandono più alti nelle zone rurali (dove la dispersione arriva quasi a raddoppiare quella delle grandi città). La povertà e il lavoro minorile agricolo restano fattori decisivi dell'abbandono. Molte scuole rurali soffrono inoltre carenze infrastrutturali (assenza di connessione internet e, in una parte, persino di elettricità). Questi dati provengono da elaborazioni e stime giornalistiche/istituzionali e vanno letti come ordini di grandezza, non come cifre definitive.

Confronti internazionali

Nel contesto latinoamericano la Colombia si colloca in una fascia intermedia, generalmente al di sotto di Cile e Uruguay e vicino a Paesi come Perù, Brasile e Messico, mentre resta sopra alcuni Paesi della regione con punteggi più bassi. Rispetto ai Paesi OCSE, però, il divario è ampio in tutte e tre le aree PISA.

Il confronto con l'Italia è illuminante. In PISA 2022 l'Italia ha ottenuto punteggi vicini o di poco sotto la media OCSE (in particolare in matematica), mentre la Colombia è distante circa 80-90 punti in ciascun ambito: uno scarto che, nella scala PISA, corrisponde all'incirca a più di due anni di scolarizzazione. Sul piano strutturale, tuttavia, la Colombia offre spunti in cui appare più avanzata di molti sistemi europei: la sistematizzazione di un modello pedagogico attivo per le pluriclassi rurali (Escuela Nueva) è un caso di studio esportato in oltre 20 Paesi, laddove in Italia le pluriclassi delle piccole scuole di montagna e delle isole restano spesso gestite senza una metodologia dedicata.

Cosa si dice di questo modello nel mondo

La Escuela Nueva gode di una reputazione internazionale eccellente ed è stata citata da organismi come Banca Mondiale e UNESCO tra le innovazioni educative più significative provenienti dai Paesi in via di sviluppo. Le viene attribuito il merito storico di aver contribuito a universalizzare la primaria rurale, ridurre ripetenze e abbandono, migliorare gli apprendimenti e, secondo studi (fra cui ricerche universitarie britanniche), rafforzare comportamenti democratici e convivenza pacifica tra i bambini. Vicky Colbert ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali per questo lavoro.

Le critiche non riguardano tanto l'impianto teorico quanto la sua attuazione su larga scala: quando le guías vengono usate in modo meccanico, o mancano formazione continua dei docenti e materiali aggiornati, il modello perde efficacia. Alcune analisi delle guide di apprendimento segnalano rigidità e disallineamenti con i contenuti attuali. Più in generale, il dibattito colombiano si concentra sulle disuguaglianze territoriali persistenti, sulla qualità disomogenea, sulla lentezza dei progressi nei punteggi standardizzati e sulle tensioni legate alla doppia carriera docente e al finanziamento del settore. La convivenza tra un modello d'avanguardia celebrato all'estero e risultati medi ancora bassi è essa stessa oggetto di discussione.

Lezioni per l'Italia

Alcuni elementi del modello colombiano sono, con cautela, di interesse per l'Italia:

  • Pedagogia per le pluriclassi. L'Escuela Nueva mostra che le classi con più età insieme non sono solo un problema logistico ma possono diventare un ambiente di apprendimento cooperativo strutturato. Per le piccole scuole italiane di aree interne, montane e insulari, adottare guide autoistruttive e tutoraggio tra pari potrebbe valorizzare ciò che oggi è vissuto come un limite.
  • Cittadinanza e autogoverno. Il gobierno estudiantil integra l'educazione civica nella vita quotidiana della classe, non come materia a sé: un approccio replicabile a basso costo.
  • Legame scuola-comunità. Il coinvolgimento sistematico delle famiglie e del territorio è una risorsa che l'Italia potrebbe rafforzare nei contesti fragili.

Vanno però evitate letture ingenue. La Colombia non è un modello da imitare sul piano dei risultati di apprendimento medi, decisamente inferiori a quelli italiani, né sul piano dell'equità territoriale, che resta uno dei suoi punti deboli. La breve durata della primaria (cinque anni) e la persistenza del doppio turno non sono elementi da esportare. La lezione utile è metodologica e organizzativa — come far funzionare le pluriclassi e la partecipazione — non sistemica.

Fonti